"Una repubblica partigiana", di Giorgio Bocca

Pubblicato il da Libero pensatore

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La capacità narrativa di Giorgio Bocca è sicuramente accattivante ed è in grado di catturare l’attenzione del lettore in modo quasi  assoluto. A questo risultato egli giunge non solo con la sua prosa asciutta e con il suo ritmo giornalistico, ma anche per la sua totale mancanza di retorica.

La Repubblica dell’Ossola, anche se  durata poco meno di due mesi e pur rappresentando un’anomalia nel concetto di lotta partigiana, rimane ancora oggi un tassello affascinante della storia resistenziale, un mito che ha saputo resistere intatto fino ai nostri giorni.

Il merito è senz’altro di quelle donne e quegli uomini che hanno avuto la capacità di guardare oltre il contingente, di essere lungimiranti e capaci di comprendere che mentalità fascista avrebbe resistito ben oltre la caduta del regime e la fine di Mussolini.

In questo senso è sintomatica l’attenzione che viene posta al tema della scuola, ai suoi necessari cambiamenti, sia di forma che di contenuto, alla collocazione strategica dell’educazione nella costruzione di una società diversa, democratica, e non solo nella forma. E tutto questo avviene anche con la consapevolezza della temporaneità inevitabile della Repubblica dell’Ossola e della sua originale esperienza.

Il resto della narrazione del libro è, poi, un importante approfondimento rispetto al precedente “Partigiani della montagna”, raccontando una storia di lotta che è talora entusiasmante ed eroica, altre volte meschina. Bocca ci racconta di donne e uomini generosi che seppero mettere la loro vita, anche perdendola, al servizio degli italiani per restituire ad essi un futuro di libertà e di giustizia che li affranchi dalla violenza di vent’anni di dittatura fascista.

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