Quelli di Bulow di Guido Nozzoli
Prima di tutto, qualche notizia dell’autore. Nozzoli, nato nel 1908 e morto nel 2000, è stato un giornalista, uno scrittore, un uomo politico, ma soprattutto un comandante partigiano. Questo spiega il carattere epico che viene dato alla narrazione delle cronache della 28° Brigata partigiana Garibaldi. In formazione ha combattuto Bulow che, oltre a essere stato per tanto tempo il Presidente dell’ANPI, è stato sempre uno strenuo difensore della nostra costituzione.
Il libro, nonostante una scrittura che talora è sopra le righe, ha una grande e piacevole leggibilità che è assicurata dal ritmo giornalistico che l’autore utilizza.
Nozzoli non vuole descriverci solo l’opera dei partigiani, ma soprattutto il contesto nel quale operano. La 28° Brigata Garibaldi, infatti, opera nel ravennate, in pianura, dove è sicuramente più difficile nascondersi o preparare un’imboscata, dove è sempre maggiore il numero dei caduti. Ma il dato fondamentale è che in questo contesto senza la collaborazione militante dei contadini non era possibile operare.
Proprio la lettura di queste pagine ci consente di capire meglio la connotazione popolare e di massa della Resistenza, combattuta da una minoranza che, tuttavia, poteva contare sull’appoggio di tanti anonimi contadini, donne e uomini, che senza armi hanno combattuto una battaglia determinante per la vittoria dei partigiani contro i nazifascisti.