Terra di fichi d'india, di Sahar Khalifah

Pubblicato il da Libero pensatore

È in questo contesto che Sahar Khalifa inizia la propria carriera di scrittrice e di intellettuale. D’altra l’eco di questo dibattito è tutto presente ne “Il fico d’india (Terra di fichi d’india, Joucence edizioni). In questo romanzo, pubblicato a Gerusalemme nel 1976, Sahar Khalifa ripropone con grande drammaticità la vita degli arabi nei territori occupati. I protagonisti della storia sono due cugini: Afel, che è uno dei tanti palestinesi che è stato costretto ad andare a lavorare per gli israeliani, e Usama, membro di un movimento di resistenza che è tornato nei territori con il compito di preparare un attentato. Afel e Usama sono i portavoce di due linee politiche differenti e opposte che la violenza del clima vissuto in Cisgiordania porta a un epilogo tragico. Il libro viene accolto, in un primo momento, in modo molto critico (anche per una serie di scelte stilistiche dell’autrice) ma, ormai, è diventato un classico e un punto di riferimento per la letteratura palestinese. Dopo questo lavoro, Khalifa compie un’ampia e approfondita riflessione sulla condizione femminile nella società palestinese. Un’elaborazione che è anche alla base del suo nuovo libro: “I girasoli”, uscito nel 1980. In questo periodo, infatti, molte donne cominciano ad interrogarsi sul proprio ruolo e sul proprio futuro, elaborano programmi e svolgono attività che si propongono una più ampia partecipazione delle donne nella vita politica, sociale ed economica del paese. Nelle pagine de “I girasoli” Khalifa si interroga sul significato di liberazione, se cioè sia un termine che indica solamente la liberazione dei territori occupati o se con essa si faccia riferimento ad una accezione più ampia del termine che comprende anche l’uguaglianza e la giustizia, con particolare riferimento alla situazione delle donne. “I girasoli” diventa, in questo modo, un testo nel quale, accanto alla storia, si trova anche un documento che analizza la realtà del mondo femminile. Nel 1981 Dahar Khalifa ottiene una borsa di studio che la porta negli Stati Uniti e le offre l’occasione di conoscere in modo più approfondito il movimento femminista. In particolare si impegna in uno studio della condizione delle donne appartenenti alle minoranze etniche. Da questa importante esperienza nasce il libro “Nisa ath Thil (Le donne in ombra). Si tratta di un’opera scritta in inglese e non ancora tradotta in arabo.

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