La svergognata, di Sahar Khalifa
Nel 1986 viene invece pubblicato “Mudhakkirat insrah ghair wagi’yab” (tradotto in italiano e pubblicato dalla Giunti con il titolo “La svergognata”). Si tratta di un romanzo con una forte connotazione autobiografica. È il percorso di una donna, Afaf, che non accetta di conformarsi al ruolo tradizionale che le assegna il matrimonio con un uomo che lei non ama nemmeno. Questo viaggio interiore le permette di liberare la propria identità e di rompere il giogo delle costrizione imposte dall’ambiente. Afaf ritorna in Cisgiordania, ma qui non ritrova quell’oasi di libertà che aveva costruito con la memoria e si accorge presto che, nonostante l’apparente vivacità politica causata dalla rivolta all’occupazione, per le donne non ci sono significativi spazi di libertà. Il ritorno diventa così l’occasione per una nuova partenza verso un cammino che deve portarla ad affermare una maggiore giustizia per le donne e il riconoscimento dei loro diritti. Nel dicembre del 1987 esplode la prima intifada (nota anche come la rivolta delle pietre), ossia una insurrezione popolare che coinvolge le popolazioni della Cisgirdania, Gerusalemme e della Striscia di Gaza. La singolarità di questa rivolta è la sua capillarità. In questo clima, nonostante la violenza repressiva e sproporzionata dell’esercito israeliano, tutto sembra possibile, anche che migliaia di donne diventino protagoniste di questi avvenimenti. Anche Sahar Khalifa si fa contagiare da questo entusiasmo e ritorna a Nablus, salvo accorgersi molto presto del carattere effimero e provvisorio di questa libertà delle donne. Occorrerà un lungo e paziente lavoro per consentire alle donne di non perdere questi spazi di libertà e trasformarli in elementi costitutivi della coscienza e della società palestinese. Per raggiungere questo obiettivo, nel 1989, Sahar Khalifa fonda a Nablus il “Centro delle donne”, il primo centro palestinese che si occupa dello studio della condizione della donna e della formazione di ricercatrici in campo sociale. Per fare funzionare questa realtà, Sahar Khalifa impara a lavorare con i ritmi imposti dall’intifada, fatti di scontri, scioperi, incursioni e perquisizioni dell’esercito israeliano, lunghi coprifuoco. Ed è proprio durante questi periodi di coprifuoco che inizia a lavorare al nuovo libro Bab as-Saba (Las porta della piazza, edizioni Jouvence), pubblicato in Libano nel 1990.