Siamo diventati ciechi
Quando camminiamo non riusciamo più e vedere quello che ci circonda: una persona, una mamma, un povero, una fontana, una panchina, una cosa curiosa.
Noi gurdiamo, come spettatori, quello che ci passa accanto e non siamo più capaci di sentirci in empatia con il mondo nel quale viviamo.
Le cose e le persone non hanno più una loro narrazione, o, meglio, noi siamo diventati sordi, malati di una sordità visiva, e non siamo in grado di ascoltare quello che ci raccontano.
Una fontana che non emette acqua è un bimbo che non ride, un uomo o una donna che non amano, un cane che non sente i profumi dell'aria o non abbaia.
Una fontana da cui non scorre l'acqua è come un richiamo della morte.
Una fontana che non ha più acqua da offrire o che è ignorata da chi potrebbe dissetarsi da essa è qualcosa per cui vale la pena di piangere.
La sera è raccoglimento. La sera è il momento in cui io, mia moglie, mia figlia, Gae e i nostri cani siamo tutti attorno alla tavola e parliamo mentre assaggiamo quello che ci viene offerto dalle mani del mio amore.
La penombra della sera è come la nebbia, parla all'anima, la consola, le da speranza
Qualcuno ha detto che lo sciocco è colui a cui viene indicata la luna con il dito e guarda quest'ultimo. Ma talora la bellezza, lo stupore del creato non è in alto, ma in basso, riflesso nell'acqua di un laghetto, anche se il laghetto è solo artificiale.
La panchina è sempre stato il simbolo della mia filosofia fotografica. La panchima è un luogo di sosta, una finestra da cui guardare il mondo che ci circonda.
Da sempre, quando vedo una panchima su cui non è seduto nessuno o su cui vedo i segni di un abbandono, non resisto alla tentazione di fotografarla.
Mi ricorda che devo lasciarmi catturare dalla possibilità di fermarmi e guardare il mondo, per sentirmi meglio parte di esso.
Le giostre sono fatte per essere chiassosi richiami per bambini, ragazzi, adulti che cedono alla tentazione di un divertimento, un attimo fuori dall'ordinario.
Un seggiolino vuoto è come un clawn che si strucca e smette di essere un essere ultreterreno, un viaggiatore uscito dai sogni.
Se guardate bene non ci vedrete niente!
La fotografia serve anche a questo, a denunciare il mutismo che ci circonda.